ARTtime, magiche atmosfere

4 Gennaio 2019

UDINE. La Galleria ARTtime di Udine presenta una mostra collettiva internazionale d’arte intitolata “Magiche atmosfere” che avrà luogo dal 5 al 17 gennaio. Partecipano i seguenti artisti: John Maibohm, Silvia De Simone, Anna Poerio, Enrica Mazzuchin, Federica Marin, Walter Podrecca e Antonio Arte.

La creatività di John Maibohm spesso forma gruppi di lavori che emergono indipendentemente nel contenuto e nel design ma sono collegati tra loro. Di solito l’artista esplora l’idea di base dello spazio combinando le immagini nei generi di immagine e scultura, in cui la città o il paesaggio ricorrenti sono sorgenti visive, che sono ulteriormente sviluppate poeticamente nel processo creativo. Maibohm trasforma la scena urbana di De Chirico in una scala più grande (uno dei suoi tipici elementi di stile); è una scena che ci mostra un insieme volante di volumi, che essi stessi costruiscono un’alleanza o qualcosa in quello stile/direzione. I metodi di riproduzione serigrafica, offset e litografia favoriscono un lavoro che si presta a modifiche e spicca per varietà di forme, riferimenti e soluzioni.

Dopo le prime mostre, Silvia De Simone ha intrapreso un complesso percorso di maturazione e di ricerca, sviluppando di volta in volta nuovi temi, sempre caratterizzati da elementi di grande originalità. Scopriamo così il periodo dei muri, grandi quadri costituiti da sfondi decisamente materici, al limite del bassorilievo, raffiguranti muri di diversi colori e collocazione geografica, sovrastati da lastre di vetro su cui spiccano gli elementi vivi dell’immagine: piante, foglie, rami, bacche. Ciò che caratterizza e distingue i quadri di Silvia De Simone è però l’uso del colore, sempre asservito alla creazione di luci e di profondità che quasi relegano l’immagine stessa al ruolo di pretesto per la rappresentazione di un’emozione che raggiunge immediatamente lo spettatore prevaricando l’osservazione razionale del soggetto.

Più volte premiata, Anna Poerio ci presenta una figurazione estremamente intimista, ricca di veri valori e profonda analisi in cui coesistono significativi aspetti sia di contenuto che di forma; è un’arte meditata, rasserenante, che ci travolge appieno perché è vivamente sentita, infatti ogni particolare nei suoi dipinti accoglie stati d’animo infiniti. Resta fedele a sé stessa nella riproduzione di corpi di acrobati, spesso un uomo una donna a raffigurare gli opposti che si cercano e che si respingono, pur restando indissolubilmente uniti. Essi tendono senza tregua alla comunione con il cosmo, immersi in paesaggi metafisici. L’artista, attraverso le sue eleganti rappresentazioni coreografiche, vuole ricordarci che il corpo umano, colto in movimenti armonici, rimane pur sempre la poesia per eccellenza.

Enrica Mazzuchin attinge da una tavolozza mista per narrarsi con gesto sicuro, imperioso e tenero insieme, con pennellate circolari, tese e agitate. I cromatismi freddi e chiari si scontrano e si mescolano con i colori rossi e brucianti delle fiamme e della terra. Della natura l’artista trasmette il ricordo dei colori e non delle forme. Con mano impetuosa e istintiva crea paesaggi evanescenti e soffusi come visioni che riaffiorano alla mente sublimate da intense emozioni talmente forti da coinvolgere l’osservatore. L’artista padroneggia in particolar modo le tinte chiare e fredde e lo dimostra nelle vedute invernali, autentici istantanee da sogno che rendono magica la meravigliosa semplicità di un paesaggio innevato.

Attraverso attente riprese fotografiche e la loro successiva rielaborazione in studio Federica Marin compie una sorta di trasfigurazione dell’immagine colta dal paesaggio, sia naturale sia antropizzato. Inquadrando scorci, evidenziando particolari, soffermandosi sui dettagli, l’artista trascende il dato narrativo. Gli elementi visivi compongono ritmi autonomi dal reale fino a sfiorare l’astrazione e le fotografie sembrano intrise di morbida sostanza pittorica. Appartata, lontana da ogni volontà di intrusione, l’artista intende cogliere della natura momenti e suggestioni sussurrate dall’immaginario e i colori ci trasportano lontano insieme a forme e segni che si intersecano, arbusti e alberi si cristallizzano in pizzi e in ricami immobili, preziosi, orientali, unici.

Per Walter Podrecca la Natura è fonte d’ispirazione, necessità, vita; tutto ruota attorno ad essa, l’elemento essenziale che lo scultore vive a 360 gradi, in tutte le sue minime sfaccettature. La “Grande Madre” si presenta in mille forme e ogni singolo particolare, ogni sagoma o dettaglio, lo si può ritrovare in infinite diverse manifestazioni. L’obiettivo principale di Podrecca è quello di restituire in forme artistiche ciò che normalmente uno sguardo distratto ignora o non coglie. In tutti i lavori usciti dallo scalpello dell’autore, siano essi pezzi di design o sculture più complesse, si rileva una sensazione di grande leggerezza; ogni elemento, mai casuale, è curato sin nel minimo dettaglio per trasmettere all’osservatore un effetto di estrema semplicità, qualità che Podrecca ostinatamente ricerca.

La mostra sarà visitabile dal 5 al 17 gennaio alla Galleria ARTtime di Vicolo Pulesi, 6 Udine con il seguente orario: lunedì dalle 16.30 alle 19 e dal martedì al sabato dalle 10 alle 12 e dalle 16.30 alle 19. Ingresso libero.

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