Alla scoperta della cultura russa con I teatri dell’orso

9 luglio 2018

PORDENONE. Cultura italiana e russa, un legame che ha radici profonde e che continua a regalare nuovi progetti, incontri, idee: la Scuola Sperimentale dell’Attore di Pordenone, eccellenza del panorama teatrale del Friuli Venezia Giulia, è stata scelta, tra le poche realtà della Penisola, dall’Ambasciata della Federazione Russa in Italia quale partner per il progetto “Le stagioni russe in Italia”.

A San Pietroburgo, Merisi, Contin Arlecchino e Sadovskaia

Tale progetto, che è una sorta di festival itinerante globale che raccorda varie iniziative dedicate alla cultura della Russia, dopo aver avuto grande successo in Giappone lo scorso anno, in questo 2018 si dedica proprio al territorio italiano, con quaranta manifestazioni in una trentina di località diverse. Tra queste anche Pordenone, grazie all’evento clou dell’attività annuale della Scuola dell’Attore, il Festival dell’Arlecchino Errante, che da 22 anni crea ponti tra la grande tradizione italiana della Commedia dell’Arte e le espressioni più importanti delle tradizioni e delle innovazioni teatrali di tutto il mondo.

La prossima edizione, che si svolgerà per quasi un mese a partire dall’8 settembre (con una piccola sospensione durante Pordenonelegge) sarà intitolata “I teatri dell’orso” (animale simbolo ancestrale della Russia), e proporrà nel suo programma un dialogo variegato e ricco di spunti con il teatro russo contemporaneo, attraverso spettacoli, conferenze, lezioni aperte, concerti, video e film. Il programma completo è ormai prossimo alla presentazione e comprende anche, come sempre, il famoso Masterclass internazionale le cui iscrizioni sono già aperte: per informazioni masterclass@arlecchinoerrante.com

Il Masterclass propone un percorso di perfezionamento dedicato ad attori di ogni genere e stile, costruito proprio sul dialogo di cui sopra, che verrà espresso, per quanto riguarda la Commedia dell’Arte contemporanea, da Claudia Contin Arlecchino e Ferruccio Merisi, e per quanto riguarda il Teatro Russo di attualità, da Konstantin Raikin e Andreij Tolshin. Così, vicino alla prima donna Arlecchino “stabile” della storia e al fondatore de “L’Arlecchino Errante”, il festival/laboratorio di Pordenone schiera quest’anno due artisti simbolo della Russia contemporanea: un grande mattatore e regista di Mosca, Konstantin Raikin, e un grande attore e insegnante di San Pietroburgo, Andreij Tolshin.

Raikin è il figlio di Arkady, leggendario comico trasformista del periodo sovietico, del quale ha eguagliato la fama: un capocomico abilissimo nelle trasformazioni sul palco (paragonabile nella bravura all’italiano Brachetti) e anima del prestigioso teatro Satirkon di Mosca nonché titolare della Scuola superiore di Arti sceniche. Tolshin è studioso della relazione attoriale tra Stanislavskij e Mejerchol’d con relativi metodi, nonché esperto di teatro musicale e teatro interetnico. Amato però anche dal grande pubblico in patria per le sue interpretazioni sia in teatro che al cinema.

Il riconoscimento da parte dell’Ambasciata russa arriva dopo un intenso cammino di collaborazione tra la Scuola Sperimentale dell’Attore e la scena culturale della cittadina siberiana di Irkutsk, dove la compagnia italiana è stata ospite del festival dedicato al drammaturgo locale Vampilov e ha portato vari suoi spettacoli. Esperienza in terra russa che si è appena arricchita di un nuovo capitolo, con lo spettacolo “Gli Abitanti di Arlecchinia” di e con Claudia Contin Arlecchino per la regia di Ferruccio Merisi che è stato presentato con successo al Festival internazionale Rainbow del teatro Bryantsev di San Pietroburgo.

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