Vicino/lontano: variazioni di programma

12 Maggio 2014

UDINE – Infortunio a Fabrizio Gatti, giornalista dell’Espresso, autore di coraggiose inchieste e Premio Terzani 2008 per Bilal, da quest’anno membro della Giuria del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani.

A Vicino/Lontano 2014 avrebbe dovuto presentare venerdì 16 maggio Alle cinque della sera, storia di un gruppo di bambini e dei loro genitori, sopravvissuti alla guerra in Siria, condannati dalla pace in Europa a morire, nell’ottobre del 2013 nel mare di Lampedusa.

I riscontri degli ultimi esami clinici gli rendono impossibile potersi spostare a Udine, ma Fabrizio Gatti e la sua testata di riferimento, l’Espresso, offrono al festival la possibilità di proiettare – sempre venerdì 16 maggio, nell’Ex Chiesa di San Francesco alle 21.30 – il video del racconto scenico registrato in occasione della “prima” di Bari, al Teatro Petruzzelli, nelle scorse settimane.

Dopo la proiezione, a condurre il previsto incontro – dibattito con il pubblico in sala sui temi legati all’immigrazione sarà don Pierluigi Di Piazza, fondatore del Centro Balducci di Zugliano.

Variazione di programma anche per l’incontro di sabato 17 maggio, ore 18.30, ex Chiesa di San Francesco: all’incontro su “Quale Senato? Una proposta”, con il responsabile del Domenicale del Sole 24 Ore Armando Massarenti e con il docente Gilberto Corbellini, interverrà Guido Crainz, docente di Storia contemporanea all’Università di Teramo ed editorialista di Repubblica, in luogo dello storico e saggista Luciano Canfora, bloccato da impegni accademici legati al suo ruolo di rettore vicario dell’Università di San Marino.

Guido Crainz è autore di importanti saggi storici, tra i quali: Storia del miracolo italiano (Donzelli, 1997, 2003); Il paese mancato (Donzelli, 2003); Autobiografia di una Repubblica. Le radici dell’Italia attuale (Donzelli, 2009); Il paese reale. Dall’assassinio di Moro all’Italia di oggi (Donzelli, 2012).

Abolire il Senato per sanare alla radice l’anomalia italiana del bicameralismo “perfetto”, o piuttosto riformarlo, conferendogli funzioni e compiti all’altezza di una moderna democrazia? La sfida viene dalla “Domenica” del Sole 24 Ore.

Richiamandosi evidentemente a modelli storici di ascendenza classica piuttosto che ai meccanismi dell’ingegneria costituzionale, la proposta prevede la creazione di un “Senato delle conoscenze” o “Senato della cultura”, cui affidare la revisione di tutte le grandi leggi in tema di diritti fondamentali: un organo che valorizzi il merito, contribuendo a “ripristinare un utile dialogo tra il mondo della cultura scientifica, da cui derivano le competenze tecniche necessarie, e il mondo della politica, che esercita il governo attraverso la rappresentanza”.

Non una concezione elitaria della democrazia ma una élite a supporto della democrazia, allo scopo di ricostruire “un nesso funzionante tra cultura e politica, tra produzione di conoscenza e deliberazione pubblica”.

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