Viaggio nel folk con Neri Marcorè in Castello a Udine

9 Luglio 2015

UDINE. Neri Marcorè torna quest’anno tra i principali protagonisti di Folkest, con un nuovissimo concerto che si terrà l’11 luglio in Castello a Udine, alle 21. Un appuntamento, dall’emblematico titolo di Folk Express, che viene ad ideale prosieguo del succeso del suo concerto d’esordio Le mie canzoni altrui, realizzato con la produzione artistica di Edoardo De Angelis per l’edizione 2012 di Folkest. Folk Express è un viaggio tra i suoni del Mondo, è il titolo dello spettacolo che sarà ripreso dalle telecamere di Rai Friuli Venezia Giulia, con la sapiente regia di Claudia Brugnetta, e trasmesso, il prossimo 31 luglio, da Rai Uno.

marcorè NERI On the beach bordo biancoIl poliedrico attore marchigiano, sempre più a suo agio anche nel ruolo di cantante, ha voluto raccogliere in questo nuovo spettacolo una pregevole collana di canzoni di ispirazione popolare, provenienti da diverse parti del Mondo. Voci musicali da Inghilterra, Stati Uniti, Cuba, Canada, Brasile, Sud Africa, ma anche, e soprattutto, da diverse parti del nostro Paese, che ne è straordinariamente ricco, a testimonianza e conferma che le espressioni musicali nate dal popolo hanno tutte la stessa radice, qualunque sia la rispettiva terra di origine. Attorno a Neri, una band formidabile, in perfetta sintonia con il suo sentimento e con il suo sense of humour: Marco Caronna (bouzouki, chitarre, voce), Primiano Di Biase (pianoforte, Hammond, fisarmonica), Fabrizio Guarino (chitarra elettrica, voce), Domenico Mariorenzi (chitarra acustica, voce), Alessandro Patti (basso elettrico, contrabbasso), Simone Talone (batteria, percussioni, voce), AlessandroTomei (sax, flauto, voce). A impreziosire la serata, la presenza sul palco di Edoardo De Angelis che si affiancherà all’amico Neri in alcuni momenti del concerto.

Domenica 12 luglio ad Artegna, sulla Collina di San Martino alle 21.15, in programma i casertani Calatia: nati nella seconda metà del 2012 da un’idea del “suonatore” di tamburi Luca de Simone e del plettrista Carmine Scialla, sono un gruppo del basso casertano. Sviluppano un progetto del tutto innovativo di costruzione di un genere in cui confluiscono varie idee interpretative della musica della musica della tradizione, che nell’idea del gruppo ha il suo luogo nel cerchio e non sul palco.

Martedì 14 luglio il palco di Folkest si sposta al Parco Urbano di Santo Stefano di Buja (ore 21.15) con Alberto Grollo & Five Strings Quartet, un progetto nato dall’iniziativa del chitarrista Alberto Grollo (di Conegliano) alla guida di un ensemble cameristico tutto al femminile: un progetto discografico a più tappe, ad oggi due Live in Shalott e il nuovissimo Il canto del vento (che verrà presentato ufficialmente proprio a Folkest). Una compilation dedicata alla reinterpretazione di grandi classici della musica di ogni genere, un percorso da Bach a Roger Waters & Co., dai Verve ai Beatles, dalle ballads di area celtica alle canzoni cubane. Il gruppo è stato anche colonna portante del progetto UNESCO dedicato alla cultura del bacino del fiume Sava nell’area balcanica.

Mercoledì 15 luglio a piazza del Popolo di San Vito al Tagliamento sarà la volta di un progetto che sta molto a cuore di Folkest: Bella Ciao. Bella ciao è storicamente lo spettacolo che ha segnato l’inizio del folk revival italiano. Dalla sua prima rappresentazione nel 1964 al Festival dei Due Mondi di Spoleto, accompagnata da furiose polemiche, deriva il lavoro di tutti i musicisti che con grande successo lavorano oggi portando la musica popolare italiana nelle piazze di tutto il mondo. Riallestirlo a distanza di cinquant’anni dalla prima (21 giugno 1964) vuol dire proporre uno spettacolo la cui eco originaria non s’è mai spenta, anche per le migliaia di appassionati venuti dopo, ma significa anche, pur mantenendo inalterate le intenzioni e la scaletta originarie, aggiornarlo sulla base delle evoluzioni e degli sviluppi che il folk revival ha avuto in questo lungo arco di tempo. Bella ciao è una lezione di democrazia che nasce dal basso. Un romanzo storico costruito attraverso la musica, i suoni e le parole. L’innovazione di questo riallestimento sta nel trattamento musicale affidato a un ensemble diretto e concertato da Riccardo Tesi e formato da Lucilla Galeazzi, Elena Ledda, Ginevra Di Marco, Alessio Lega, Andrea Salvadori, chitarra, Gigi Biolcati: non più dunque l’accompagnamento della sola chitarra, ma un lavoro di arrangiamento che instaura un dialogo più sofisticato fra suoni e significati.

Ben quattro i concerti in programma giovedì 16 luglio: a San Daniele alle 21.15 salirà sul palco Sergio Pennavaria, a seguire gli Ascanti. Contemporaneamente al Parco Villa Correr- Dolfin di Porcia, in programma gli Echi di Terre alle 21.15 e, sempre a seguire, i Kerkim.

Sergio Pennavaria, cantatautore sicilia trasferito in Liguria, dopo l’esperienza folk con i Calìa band, propone uno spettacolo dove la canzone d’autore si sposa con i suoni della tradizione, si propone come musicista visionario e sarcastico. Alla registrazione del suo primo disco hanno partecipato musicisti di grande livello, tra i quali Carlo Aonzo al mandolino. Con la nuova formazione il sound è diventato più raffinato, a tratti jazzato, ma Pennavaria mantiene la sua visceralità, i toni sarcastici e surreali, i precari equilibrismi del giocoliere. La line up prevede: Luciano Puppo al basso, Lorenzo Piccone chitarra elettrica, Simone Rossetti Bazzaro violino e Loris Lombardo alla batteria e percussioni.

Il gruppo di musica popolare pugliese Ascanti nasce nel 2009 dall’incontro di alcuni amanti della tradizione della terra Japigia trasferitisi a Milano per motivi di studio o lavoro, musicisti con precedenti esperienze artistiche e musicali, legati alle memorie della propria terra d’origine, particolarmente della Bassa Murgia, delle terre dell’Arneo e delle Serre Salentine. La line up è formata da: Federica Ferretti, voce e tamburello; Gabriella Martino, voce; Marco Digiacomo, voce e fiati; Vincenzo Pranzo, chitarra acustica, voce; Vittorio Tauro, fisarmonica, voce; Paride Catachino, tamburello.

Friulani di nascita, gli Echi di Terre nascono nel 2012 e propongono un largo repertorio di brani ballabili della tradizione popolare percorrendo un immaginario viaggio che va dall’Irlanda e arriva ai Balcani passando per il Friuli. Porta in giro la sua musica per le strade e per le piazze cercando di creare situazioni in cui il pubblico è coinvolto nella danza. Tiene stage di danze popolari per bambini, e adulti e organizza feste a ballo. Quanto ai Kerkim: fanno tappa in Turchia, Andalusia, Grecia, Egitto, Albania del Sud, zona dalla quale hanno mutuato i nome, che significa ricercare. Un viaggio alla ricerca delle diverse espressioni che si fa speranza di comunicazione delle diverse espressioni e – come dichiara il gruppo – improvvisa, balkanizza, popolarizza e jazza le note in un interessante nuovo percorso di world music.

Fra le altre iniziative, ricordiamo il secondo appuntamento presso la sede della Scuola di Musica Gottardo Tomat a Spilimbergo, giovedì 16 luglio (18.00 alle 20.00) con il Laboratorio di canto di tradizione orale ” Il dì e la nuèt” con Beppa Casarin e il Coro le Cicale. L’ultima data del Laboratorio è prevista per domenica 26 luglio (18.00 alle 20.00).

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