Un politico esce di scena

12 Novembre 2011

Un piccolo evento di grande respiro culturale, quello che lunedì 14 novembre sarà ospitato, alle 18.00, nello Spazio Fantoni del Teatro Nuovo: attorno alla figura di Václav Havel e alla sua commedia Uscire di scena, edita da Forum Editrice Universitaria Udinese, prenderà forma Entrare e uscire di scena, un’iniziativa del “Giovanni da Udine” con il sostegno e patrocinio dell’Ambasciata Repubblica Ceca in Italia e in collaborazione con l’Università di Udine Dipartimento – Lingue e Letterature Straniere e la Forum Editrice Universitaria Udinese.

L’appuntamento, che si svolgerà a ingresso libero, vedrà alternarsi i frammenti scenici della pièce di Havel, curati e interpretati dall’attore Paolo Fagiolo con la drammaturgia musicale di Andrea Gulli, e gli interventi di Luigi Reitani, docente di Letteratura Tedesca all’Università di Udine, e Annalisa Cosentino, traduttrice del volume e Docente all’Università di Udine. Con Uscire di scena, scritta nel 2007 e poi rappresentata con successo nel 2008 a Praga e a Londra, Havel è ritornato al mestiere di drammaturgo dopo la lunga pausa dovuta all’impegno di uomo politico e capo di Stato.

Nell’opera, cadenzata da un ritmo ascendente, un politico di primo piano esce – appunto – di scena e la storia si snoda su due livelli: la dinamica delle relazioni e della comunicazione tra le persone, uno dei temi prediletti nel teatro di Havel, viene infatti rappresentata sia nell’ambito di politica e potere, sia su un piano più intimo e familiare. Nell’azione, s’intrecciano citazioni che rimandano a Cechov (basti pensare la residenza che il protagonista deve lasciare è circondata da ciliegi) e al Re Lear di Shakespeare.

Scrittore e drammaturgo, ultimo presidente della Cecoslovacchia e primo presidente della Repubblica Ceca, Havel fu bandito dal teatro nel 1968 (sull’onda della repressione seguita alla fine della Primavera di Praga) e iniziò un’intensa attività politica culminata con la pubblicazione del manifesto Charta 77. Il suo attivismo gli costò cinque anni di prigione. In una delle opere che lo hanno reso celebre, Il potere dei senza potere, Havel ha brillantemente teorizzato il cosiddetto post-totalitarismo, termine usato per descrivere il moderno ordine sociopolitico che ha fatto sì che la gente potesse, per usare le sue parole, «vivere all’interno di una menzogna». Sostenitore appassionato della non-violenza, è stato uno dei leader della Rivoluzione di velluto.

Per informazioni, contattare l’Infopoint del “Giovanni da Udine” (0432.248418), consultare il sito ufficiale (www.teatroudine.it) o iscriversi alla fan page (www.facebook.com/teatroudine).

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