Tre figure misconosciute nel turbine della Grande guerra

12 Marzo 2015

SAN CANZIAN. Venerdì 13 marzo alle 20,30, a Begliano (San Canzian d’Isonzo) nella sala parrocchiale Don Luigi Baroncini, ci sarà un incontro organizzato dalla Sezione Isontina della Società friulana di archeologia con il Prof. Ferruccio Tassin e Mons. Mauro Belletti sul tema “Faidutti, Bugatto, Baroncini. Dall’Austria all’Italia 1914-1918.”, con il patrocinio del Consiglio Regionale FVG. La Sezione Isontina, nell’ambito delle attività iniziate nel 2008 e dedicate alla ”Grande Guerra” ha così organizzato una conferenza dedicata alla conoscenza della situazione socio-politica del Monfalconese e della Bassa friulana negli anni precedenti lo scoppio della prima guerra mondiale.

Luigi Faidutti (1861-1931), figura luminosa di sacerdote nell’insegnamento, nella politica e nella cooperazione. Eletto al Parlamento di Vienna (1907 e 1912); Capitano provinciale (1913) della Contea di Gorizia e Gradisca, si impegnò, da sacerdote e politico, nel progresso spirituale, materiale, sociale della sua gente. Fece entrare la Contea in un contesto europeo. Operò per il turismo, l’artigianato e l’agricoltura; protesse la cultura; si attivò per la sanità. La Grande guerra lo vide attivissimo nella protezione della sua gente e del “nemico”. Osteggiato dal nazionalismo, fu assegnato dalla Santa Sede al servizio diplomatico nei Paesi Baltici, dove fu apprezzato e venerato. Morì in Prussia; in Lituania ebbe funerali di Stato. Riposa nella cripta della cattedrale di Kaunas in Lituania.

Giuseppe Bugatto (1873-1948), nato a Zara, studiò a Gorizia e a Graz; fu deputato al Parlamento di Vienna (1907-1917) come rappresentante della Basse, che comprendevano i paesi della Bisiacheria. Oratore brillante, fu membro della Commissione bilancio. Attivissimo nella vita parlamentare e nella presenza in tutti i principali avvenimenti della Contea, a lui si deve il progetto di legge sui patti colonici approvato alla Dieta provinciale proprio nell’anno in cui scoppiò la guerra. Si batté per la istituzione della Università italiana a Trieste, di cui fu l’antesignano. Durante la Grande guerra, dispiegò la sua attività a favore dei profughi. Osteggiato dal fascismo, ebbe un impiego presso la Santa Sede.

Luigi Baroncini (1878-1958), nato a Vigne d’Arco (Trento), cappellano a San Lorenzo di Fiumicello, fu vicario di Begliano per più di mezzo secolo. Allo scoppio della guerra, fu processato dagli Italiani e assolto, dopo una detenzione di un mese nelle carceri di Cervignano. Successivamente, trascorse tutto il tempo della guerra a Zubiena, un paese fra Biella e Ivrea. Camillo Medeot ne traccia un ritratto di sacerdote esemplare, paziente e disponibile, nella sua umiltà. Le sue doti vennero premiate con la nomina onorifica di arciprete “ad personam”. Putroppo nulla rimane della sua corrispondenza con il grande statista Alcide De Gasperi.

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