Spilimbergo: Philippe Daverio elogia la mostra di mosaici

28 Settembre 2015

daverio_5SPILIMBERGO. “Arte è ciò che stupisce e la mostra che ho appena visto mi ha suscitato questo sentimento”. Con queste parole il critico d’arte Philippe Daverio ha “battezzato” l’esposizione del collettivo Mozaism dal titolo “Il futuro antico di un’arte senza tempo” ospitata a palazzo Tadea. Protagonisti della mostra sono sette ex allievi provenienti da Germania, Francia, Danimarca, Croazia e Italia che hanno frequentato la scuola di Spilimbergo tra il 2001 e il 2004 e che poi si sono affermati in varie parti della nostra penisola e del mondo con le loro opere. La mostra racchiude complessivamente 52 lavori di diversa natura e fattura, a ricomprendere tutti gli aspetti e le tipologie artistiche legate a questa forma d’arte. L’iniziativa fa parte della fase conclusiva del progetto “Dalla musica al mosaico, dal Friuli a Venezia” con il quale il Comune di Spilimbergo, in collaborazione con le amministrazioni di San Giorgio della Richinvelda e Vivaro nonché dell’Associazione musicale Bertrando d’Aquileia, la Scuola Mosaicisti del Friuli e il collettivo internazionale Mosaïzm, si è aggiudicato nel 2014 un bando regionale a sostegno di progetti culturali.

daverio_4Nella cornice di piazza Castello un folto pubblico ha seguito, nonostante qualche goccia di pioggia, l’intervento del popolare personaggio che si è intrattenuto con i presenti spaziando a tuttotondo sul mondo dell’arte e del mosaico. In apertura Daverio ha lanciato un assist al sindaco Renzo Francesconi, proponendo di dare la cittadinanza onoraria al regista Steven Spielberg, vista l’assonanza tra il personaggio americano e la città del mosaico. “Un’operazione di marketing – ha detto – che potrebbe fare bene al territorio”. Parlando d’arte, invece, ha ricordato come il mosaico, sia purtroppo una forma espressiva al momento lontana dai riflettori. “Alla Biennale di Venezia – ha detto Daverio – non era presente nemmeno un’opera d’arte in mosaico. Questo accade perché le scelte troppo spesso sui contenuti avvengono in luoghi lontani come New York o Soho, dove le opere vengono individuate tenendo conto di canoni che sono principalmente legati al business e non all’arte in sé’”. Quindi ha ricordato come il Friuli Venezia Giulia possa essere a tutti gli effetti il cuore e la culla del mosaico. “Aquileia – ha detto il critico – è una sorta di Pompei per questa forma d’arte, anche se purtroppo non è tenuta nelle migliori condizioni così come accade a molti altri siti archeologici in Italia. E poi c’è questa scuola, nella quale si sono formati anche i ragazzi di questo collettivo, che rappresenta un unicum a livello internazionale. Arte – ha concluso Daverio – altro non è che cervello negli arti, e, nel caso del mosaico, nei polpastrelli. Testa e dita insieme originano l’arte e il mosaico è la capacità di rimettere assieme, in un opera, ciò che è spaccato dalla martellina”.

Il sindaco di Spilimbergo Renzo Francesconi, insieme all’assessore alla cultura Luchino Laurora hanno ripercorso le tappe che l’Amministrazione comunale ha compiuto per portare avanti il progetto dedicato a Dominico Bianchini. Infine il presidente della Scuola mosaicisti del Friuli Alido Gerussi ha ricordato come l’esposizione sia la prima di un lungo calendario di eventi che culminerà a maggio del prossimo anno a Spilimbergo con il congresso dell’associazione internazionale di mosaicisti contemporanei. In quell’occasione sarà pronta la galleria nella quale verrà allestita una mostra con opere di artisti di tutto il mondo.

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