Soros: Europa meno rigida

12 Maggio 2013

UDINE. L’Europa deve in qualche modo rendere meno pesante la politica di austerità imposta ai Paesi debitori se non vuole veder collassare l’edificio dell’Unione. Questa in sintesi la ricetta – ripetuta più volte e arricchita da diverse argomentazioni – espressa da George Soros durante il talk show che ha preceduto la consegna del Premio Terzani 2013. Nel corso della serata di sabato, in un Giovanni da Udine particolarmente affollato, uno dei massimi protagonisti dell’economia mondiale rispondendo alle domande dei giornalisti Federico Fubini e Marino Sinibaldi ha avuto anche modo di aprire qualche squarcio nella sua biografia e di illustrare compiutamente la sua visione di economia aperta. Il premio Terzani gli è stato consegnato da Angela Staude Terzani, presidente della giuria, alla presenza del neo confermato sindaco di Udine Furio Honsell. La serata è stata resa più suggestiva dall’esecuzione di alcuni brani musicali da parte di alcuni giovani ma già validi concertisti: Matteo Andri (Conservatorio Tomadini di Udine) che al piano ha eseguito brani di Liszt e ha pure accompagnato il violoncellista Riccardo Pes (compagno di istituto) in due note Danze ungheresi di Brahms; Nicola Losito (Conservatorio Tartini di Trieste) che al pianoforte si è cimentato con bravura in due brani sempre del compositore magiaro.

Nella serata di domenica 12 maggio, la 9^ edizione del Festival Vicino/Lontano è approdata alla conclusione dopo essere stata inaugurata con la doppia anteprima di mercoledì scorso, nel segno di una riflessione intorno al rinnovamento del “sistema cultura” in Italia, e con l’omaggio allo scrittore e drammaturgo Miklos Hubay, nel 2° anno dalla scomparsa. Decisamente positivo il bilancio, come hanno sottolineato nell’incontro stampa di chiusura il presidente dell’Associazione culturale Vicino/Lontano Alessandro Verona, l’ideatore del progetto Marco Pacini e la curatrice del Festival Paola Colombo: «Le oltre 30mila presenze registrate in questi giorni confermano il successo di pubblico, la grande attenzione per i contenuti sviluppati quest’anno e l’alta qualità del cartellone allestito a fronte di tagli di contributo, negli anni, penalizzanti. Da sottolineare il forte interesse dei media italiani per la proposta di Vicino/Lontano 2013, con riscontri importanti che hanno scandito il conto alla rovescia per l’avvio del festival e hanno accompagnato in questi giorni il suo svolgimento». Un significativo apprezzamento è stato espresso per le sinergie che si sono quest’anno consolidate intorno al festival: «In particolare il progetto teatrale dedicato a Miklos Hubay – ha sottolineato Paola Colombo – indica una via importante anche per le edizioni future e in generale per le realtà culturali sul territorio: quella, cioè, di ‘fare rete’ e ottimizzare al meglio le risorse sul campo, per costruire progetti comuni».

Soddisfazione per un’edizione che si conclude al meglio, ma anche il desiderio di guardare verso il decimo appuntamento con la capacità di rinnovare la formula del festival: «Vicino/lontano si propone come un insieme di ‘dialoghi intorno al mondo che cambia’ – ha spiegato Marco Pacini –. Vogliamo sentirci in sintonia con i presupposti del festival e rilanciare il percorso costruito quest’anno intorno alla cultura digitale, per farlo diventare una vera e propria sezione. Altrettanto importante sarà costruire percorsi dedicati e ‘testuali’ intorno agli autori ospiti, per valorizzare non solo il momento di incontro con il pubblico, ma anche il ‘backstage’ di riflessioni e creatività che sostanzia la scrittura di un saggio o di un romanzo».

«E in vista della 10^ edizione – ha aggiunto Alessandro Verona – il festival intende lavorare a un progetto culturale di forte valenza regionale, consolidando la sintonia e le collaborazione avviate con associazioni, festival e centri di produzione culturale che operano sul territorio».

Guarda al futuro anche il progetto presentato nella mattinata di domenica da Andrea Bruciati, Alessandro Verona e Marco Biscione. Si tratta del TinaModotti.lab, legato alla grande fotografa udinese. Obiettivo è favorire una sinergia culturale con le strutture museali facenti capo al territorio comunale e regionale nel segno della figura di Tina Modotti, protagonista indiscussa della rivoluzione modernista legata al medium fotografico, per attualizzarne l’eredità artistica e umana attraverso un concorso indirizzato a fotografe under 35 che saranno selezionate a livello internazionale mediante una open call, fra luglio e settembre. Il momento culminante sarà l’inaugurazione alla Galleria Tina Modotti, in occasione dell’edizione di Vicino/Lontano 2014, della mostra personale della vincitrice con le immagini realizzate nel corso della sua permanenza in Friuli Venezia Giulia.

Nelle giornate conclusive del festival si sono intrecciati i commenti di importanti osservatori del nostro tempo, protagonisti di Vicino/Lontano 2013: Lucio Caracciolo, direttore di Limes e geopolitologo fra i più noti, ha spiegato che «L’Europa è l’unico continente che non riesce più a sviluppare alcuna crescita: al di là degli altri Paesi nella zona Euro, non mi stupirei se nell’arco di un paio d’anni anche la Germania  entrasse in fase recessiva. I problemi dell’Europa sono molteplici: quelli strutturali legati alla ‘moneta senza sovrano’, le questioni del calo demografico, il declino culturale e tecnologico, la difficoltà di gestire l’immigrazione nel continente. I tempi ci stanno portando verso scenari ‘nordafricani’, dimensioni sociali nelle quali contano i poteri familiari e materiali, mentre scompare ogni forma di associazionismo civile».

«Si sono inceppati i meccanismi di selezione della classe dirigente: questo vale per il Pd, ma anche, in generale, per la società italiana – ha affermato domenica mattina il filosofo Umberto Curi, fresco autore del saggio ‘Passione’, in uscita mercoledì 15 maggio per Raffaello Cortina editore – Siamo fermi anche perché i partiti italiani, a cominciare dal Pd, hanno assorbito le dinamiche ‘conflittuali’ spesso silenziandole, senza considerare che risiede proprio nel conflitto il principio motore di ogni trasformazione».

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