Premio al Moena festival per i friulani Luna e un quarto

11 Novembre 2013

MOENA. Trionfo di pubblico per i friulani Luna e un quarto a SUNS 2013, la selezione italiana ed alpina del Liet International, festival internazionale della canzone in lingua di minoranza. Il gruppo friulano, infatti, ha vinto il premio popolare con la canzone “Cjale fis e no capìs” nella quinta edizione del festival che si è svolta a Moena, in Trentino, nella ladina Val di Fassa, sabato 9 novembre. In un affollato Teatro Navalge nove gruppi si sono contesi i due premi in palio, quello del pubblico e quello della giuria: quest’ultimo è andato ai sardi ForeFingers Up con il rap “Sa Luxi ‘Su Soli”.

Coordinato dalla Provincia autonoma di Trento, l’associazione culturale La Grenz di Moena, assieme alla ARLeF – Agenzia regionale per la lingua friulana e Radio Onde Furlane, il festival ha visto esibirsi le formazioni che per armonie sonore, ricchezza canora e modernità espressiva erano state selezionate tra la quarantina di partecipanti al bando di concorso. Ne è derivato un viaggio musicale attraverso le lingue regionali: dalle atmosfere mediterranee con commistione tra musica popolare e blues dei friulani Luna e un quarto agli energici rapper sardi ForeFingers Up! A new Balentia’s Joint; dal sound tradizional-progressista del gruppo franco-provenzale 322, appassionato di patois, alla commistione di flamenco, swing, tango e afro dei catalani Dinatatak; dalla lirica dei trovatori associata all’hip-hop degli occitani Doctors de Trobar al rock dei musicisti arbërëshe Peppa Marriti Band; dal metal lirico dei ladini Phantom agli svizzeri di lingua romancia Tawnee. Fino al solista Stefano Merighi, ladino di Pozza di Fassa, che si era aggiudicato l’accesso a SUNS 2013 esibendosi in una selezione locale a Moena.

Così per il secondo anno consecutivo, il Friuli porta a casa il premio del pubblico: l’anno scorso nelle Asturie furono i Jonokognòs, quest’anno sono stati i Luna e un quarto, che hanno battuto per circa venti voti il gruppo di casa, i “Cajones”. I Luna e un quarto sono un gruppo nato nel 2009, già vincitore del “Premi Friûl”, che nella sua musica accosta il calore di strumenti acustici alla profondità di una chitarra elettrica, mescolando atmosfere mediterranee, musica popolare e arrugginite sonorità blues. Sul palco del Navalge Tomas Vergendo e Jacopo Casadio, accompagnati da Alessio Turco “Balute”, Boris Sciacchitano, Cristian Toneatto “Colete”, Davide Sciacchitano e Sergio Galasso hanno spiegato che il gruppo ha scelto questo nome con l’intento di poter, come le fasi della luna, incidere positivamente sull’umore della gente, e che nello specifico il pezzo presentato, il cui titolo è tratto dal modo friulano di designare sostanzialmente un “imbambolato”, è una critica all’omologazione e quindi indirettamente un “inno” alle differenze, anche quelle linguistiche delle minoranze.

Un grande ringraziamento è stato espresso dal gruppo a Radio Onde Furlane, che con “Premi Friul” ha avuto un grande ruolo nella loro affermazione e che con la diretta radiofonica da Moena ha permesso di seguire il concerto anche ai friulani che non hanno potuto partecipare personalmente.

“Il successo del gruppo al festival – commenta il direttore della ARLEF, William Cisilino – dimostra che la musica friulana è quanto mai viva e riesce ad essere strumento per la diffusione della lingua tra i più efficaci e suggestivi, capace di interpretare tutti gli stimoli creativi di una generazione che ci tiene ad esprimersi nella propria lingua”.

Quest’anno, per la seconda volta, il festival si è svolto in terra ladina, dopo l’edizione 2011 a Falera, nel Cantone svizzero dei Grigioni. “Sono cinque anni – ricorda Cisilino – che organizziamo questo evento musicale, nato proprio nel 2009 in Friuli per promuovere e mettere a confronto le musiche di minoranza d’Europa, ed a ogni edizione constatiamo che il festival cresce in qualità e per numero di partecipanti, estendendosi anche ad altre aree di minoranza. Quest’anno la collaborazione con la Provincia autonoma di Trento, la Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, l’Istitut Cultural Ladin “Majon di Fascegn”, il Comun general de Fascia, l’Azienda per il Turismo Val di Fassa, La Usc di Ladins e l’Uniun Ciantauturs Ladins, è stata ottima ed ha portato una alta partecipazione di pubblico”.

Nel corso della serata si è esibita la band il cui nome risale alla mitologia alpina, le “Ganes”, musiciste della Val Badia che col proprio repertorio ladino hanno raggiunto notorietà internazionale, soprattutto Oltralpe.

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