Pizzinato, ultimi giorni

10 Luglio 2013

PORDENONE. Ultimi giorni per visitare la doppia mostra in corso a Pordenone dedicata ad Armando Pizzinato a PArCo, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea a lui intitolata e alla Galleria Sagittaria del Centro Iniziative Culturali, le cui esposizioni sono aperte rispettivamente fino al 14 e al 13 luglio. Arricchita dall’ approfondimento relativo agli anni della formazione, la mostra antologica “Armando Pizzinato, nel segno dell’uomo” a cura Casimiro De Crescenzo a PArCo ripercorre tutte le tappe dell’ evoluzione artistica del pittore di origine maniaghese, ma veneziano di adozione. La prima sezione della mostra è dedicata agli anni di formazione legati all’ambiente artistico di Pordenone, dove il giovanissimo Armando studia con Tiburzio Donadon e Pio Rossi, prima di andare a Roma, dove stringe amicizia con Guttuso. Trasferitosi a Venezia nel 1941, si fa notare dal pubblico e dalla critica con una prima personale. Partecipa alla Resistenza, di cui celebra i valori anche con la pittura e nel dopoguerra aderisce al Fronte Nuovo delle Arti, di cui è cofondatore e tra i maggiori promotori. La seconda sezione approfondisce l’adesione al Realismo Italiano, periodo nel quale espone la grande tela “Un fantasma percorre l’Europa” alla XXV Biennale. Al centro della sua opera emerge l’uomo nuovo rappresentato dai lavoratori come ben testimoniano i cartoni degli affreschi della Sala Consiliare della Provincia di Parma, prestigioso e impegnativo incarico degli anni ’50. La terza sezione si apre con l’improvvisa morte della moglie Zaira, nel dicembre del 1962, che provoca una profonda crisi artistica e l’esaurirsi dell’esperienza realista. Si apre dunque il periodo neonaturalista, con cui giunge a una piena libertà espressiva utilizzando forme sia dinamiche, sia astratte o figurative, ma sempre fedele a una concreta visione della realtà. Arrivano un secondo amore, nuove ispirazioni, grandi riconoscimenti ufficiali e importanti mostre: Biennale di Venezia, Mosca, Leningrado, Berlino, Pordenone, Museo Correr. Ma Pizzinato non si ferma qui, cerca nuovi orizzonti e una piena libertà interiore, che caratterizzano il suo ultimo ciclo artistico: sono grandi dipinti portatori di una nuova astrazione costruita su rigorose geometrie. Il libro Poffabro luogo magico, dedicato al suo Friuli e pubblicato nel 1992, che può essere considerato come il suo testamento spirituale, chiude la sezione. Esso eleva un monito a difesa del rispetto dei luoghi e della loro memoria, denunciando speculazione edilizia e restauri architettonici dissennati, lasciandoci un’idea di paesaggio come patrimonio collettivo. Casa Zanussi, ospita invece “Armando Pizzinato e il contesto pordenonese”.

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