Omaggio a Victor Fleming, il regista di Via col vento

3 Ottobre 2015

PORDENONE. La giornata di domenica, nell’ambito delle Giornate del cinema muto in corso a Pordenone, vede l’inizio della rassegna dedicata a Victor Fleming, regista oggi un po’ dimenticato nonostante abbia al suo attivo film di enorme popolarità come Il mago di Oz e Via col vento che gli fruttò anche l’Oscar. Eppure Fleming fu uomo dalla vita romanzesca e avventurosa e dotato di grande carisma personale, amico di divi come Clark Gable, che più volte manifestò una sconfinata ammirazione nei suoi confronti, ma soprattutto di dive con parecchie delle quali intrecciò relazioni amorose.

When the Clouds Roll by

When the Clouds Roll By

Prima di approdare al cinema fece diversi mestieri, e fu nell’esercito durante la prima guerra mondiale che ebbe occasione di cimentarsi con la cinepresa. A lui ad esempio si devono le immagini della conferenza di pace di Parigi, alla fine del conflitto, con il presidente americano Wilson, il francese Clemenceau, l’inglese Lloyd e l’italiano Orlando. Debutta alla regia nel 1919 con When the Clouds Roll By, il film che le Giornate propongono alle ore 10.20 al Teatro Verdi con Douglas Fairbanks, altro suo grande amico, protagonista, nell’ultimo ruolo da commedia, prima di passare ai film in costume. Con questo film, che è anche la prima satira del cinema americano della psichiatria, Fleming sembra interessato anche ad avanguardistiche sperimentazioni visive, come nella scena dell’incubo, ma non sarà così perché la sua principale cifra stilistica sarà nella linearità e semplicità, caratteristiche che ispirano l’altro film di oggi della rassegna Fleming, il divertente The Mollycoddle, 1920, sempre con Douglas Fairbanks.

FORZUTI_01Al via anche la rassegna Muscoli italiani in Germania dedicata a Carlo Aldini e Luciano Albertini, due attori che, fiutata l’aria di crisi in cui precipitò l’industria cinematografica italiana sul finire del primo decennio del secolo scorso, si trasferirono in Germania, dove ebbero un notevole successo per molti anni. Il primo titolo della rassegna, in programma alle 16, è Il globo infuocato, 1928, dove l’invincibile del titolo originale, Der Unuberwindliche, è Luciano Albertini, che si esibisce in spettacolari acrobazie che nulla hanno da invidiare a quelle del sopracitato Fairbanks. Per questo film venne allestito un gigantesco set circense negli studi Aafa di Berlino, mentre gli esterni sono stati girati tra la stessa Berlino, il Mare del Nord, la Sachsische Schweiz, regione montagnosa della Germania sudorientale, e l’Italia. Produzione costosa ma ampiamente ripagata dal botteghino, al punto che per Albertini il contratto venne prolungato alla fine del 1929. Il globo infuocato è accompagnato dai musicisti della pordenonese Zerorchestra diretti da Günter Buchwald.

Al mattino da segnalare anche il primo programma di Altre sinfonie delle città che ci porterà in Olanda e in Francia. Si parte da Rotterdam, dove l’ungherese Andor von Barsy residente in quegli anni nei Paesi Bassi, ci porta ad esplorare una singola zona della città, Hoogstraat, da cui il titolo del cortometraggio. E restiamo a Rotterdam anche con il successivo De Steeg, il vicolo, 1932, debutto di Jan Koelinga, che concentra la sua attenzione su un quartiere povero della città. Pierement, 1931, è ambientato ad Amsterdam, mentre nelle due sinfoniette parigine, in Montparnasse, 1930, c’è la descrizione del famoso quartiere degli artisti (si intravedono anche Marinetti e Bunuel), e in Les Halles, 1927, troviamo tutto il colore dei celebri mercati generali della capitale francese. Regista di questo film il fratello minore di Dziga Vertov, Boris Kaufman, in collaborazione con André Galitzine.

Tra le altre curiosità della giornata, nel pomeriggio per la sezione Riscoperte e restauri, Il bosco incantato del 1920, un film di silhouette live-action in anticipo sull’opera di Lotte Reiniger; e Thirty Years of Motion Pictures, 1927, un’autocelebrazione dell’industria cinematografica prima dell’avvento del sonoro.

Il programma dedicato all’Argentina comprende l’animazione con i corti di Quirino Cristiani, uno dei pionieri del cinema nel paese sudamericano, che sono presentati per la prima volta a Pordenone; il raffinato cortometraggio pubblicitario di Federico Valle per una nota marca di sigari; il documentario Entre los Hielos de las Islas Orcadas, 1927, del metereologo e cineasta José Manuel Monetya, prima opera cinematografica girata in quella remota regione antartica. Per accompagnare la sezione latinoamericana è arrivato a Pordenone dal Messico il pianista José Maria Serralde Ruiz.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!