L’intolleranza: memoria e attualità allo Stringher

3 febbraio 2015

UDINE. È stata una Giornata della Memoria molto originale. Gli studenti dell’Istituto “Bonaldo Stringher” di Udine hanno voluto ricordare un insegnante della stessa scuola tra il 1955, quando si chiamava “Pacifico Valussi” e il 1970. Si tratta di Alfonso Zamparo (1907-200), che fu deportato a Dachau.

L'intervento di Lauretta Zamparo

L’intervento di Lauretta Zamparo

L’evento si è tenuto lo scorso 27 gennaio in un affollato Auditorium, in Viale Monsignor Nogara, come da programma del Laboratorio di Storia dell’Istituto, dalle 11 alle 13. Il titolo dell’incontro, riservato alle classi quinte della scuola, è stato “Alfonso Zamparo, sopravvissuto di Dachau”, in collaborazione con l’Associazione Nazionale ex Deportati dai campi di concentramento (ANED) di Udine, presieduta da Marco Balestra.
L’incontro fa parte del progetto Il Secolo breve in Friuli Venezia Giulia, sostenuto dalla Fondazione CRUP, che ha per referente il professor Elio Varutti. La relazione è stata accompagnata da diapositive in Power Point, dopo il saluto delle autorità invitate.

Federico Pirone, assessore alla Cultura del Comune di Udine, è intervenuto facendo l’esempio agli studenti di un “compagno di classe che improvvisamente sparisce, perchè certe leggi lo escludono dalle scuole pubbliche”. Poi ha ricordato Elio Morpurgo, sindaco ebreo della città di Udine, deportato nel 1944 verso i campi di sterminio. Il dottor Luciano Nonis ha portato il saluto ufficiale della Fondazione Crup.

L’intervento molto coinvolgente è stato quello della signora Lauretta Zamparo, figlia di Alfonso Zamparo, sopravvissuto a Dachau. Col fazzoletto di deportato al collo (quello del padre), la signora Zamparo, ha letto alcuni brani di un diario scritto dal babbo al ritorno dal campo di concentramento. Il tutto è oggetto di un libro, fresco di stampa, intitolato “Alfonso Zamparo. Siamo tornati uomini. Scritture di una deportazione”, a cura di Chiara Fragiacomo e Daniele D’Arrigo, per le edizioni dell’ANED di Udine.

La professoressa Maria Pacelli durante il suo intervento

La professoressa Maria Pacelli durante il suo intervento

La professoressa Maria Pacelli ha poi introdotto una lettura scenica condotta dagli allievi della classe 5^ A Accoglienza turistica, col titolo “L’Alfabeto dell’intolleranza”. Non solo Shoah, ma anche i genocidi del Ruanda, la pulizia etnica delle foibe, l’orrore del fondamentalismo islamico e il razzismo dei nostri giorni. In conclusione della giornata Angelica Secco, della classe 4^ A Accoglienza turistica ha cantato in lingua inglese, accompagnata alla chitarra, la sigla de “La vita è bella” di Roberto Benigni.

Elio Varutti

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