L’epopea della Transiberiana

10 Settembre 2012

PORDENONE. Martedì 11 settembre, alle 12.30, si terrà nella sala stampa della Provincia di Pordenone (Corso Garibaldi) la conferenza di presentazione della mostra fotografica “Sogni e lavoro nelle storie dei friulani: la ferrovia Transiberiana”. Venerdì 14 settembre, alle 17.30, nella sala consiliare della Provincia di Pordenone si svolgerà l’inaugurazione della mostra.

Il percorso della mostra propone alcuni aspetti dell’epopea dei lavoratori friulani impiegati dalla fine dell’800 fino al 1904 nella realizzazione della ferrovia transiberiana nell’area Krugobaykalia, la regione montuosa a picco sulle acque del lago Baykal, dove si congiunsero i due grandi tronconi rispettivamente da Vladivostok (Mar del Giappone) e da Cheljabinsk (Urali). L’interessante raccolta d’immagini, testimonianze e oggetti – molti dei quali inediti, riemersi da archivi privati o da fondi bibliotecari ed esposti al pubblico per la prima volta – parte dalle condizioni di vita del Friuli negli anni che precedettero l’impresa e si snoda in un tracciato documentario e fotografico dedicato alla realizzazione di alcune delle opere sulla Transiberiana, illustrando le condizioni di lavoro dei lavoratori friulani, ma anche la loro vita quotidiana e i rapporti con i russi.

L’itinerario giunge fino alla Rivoluzione d’Ottobre (1917) quando fu tagliata la via del ritorno alle maestranze friulane che solo grazie ad avventurose circostanze poterono riabbracciare i propri cari in terra friulana, dopo viaggi di migliaia di chilometri attraverso improbabili transiti per l’Alaska o il sud est asiatico. La mostra però si sofferma anche sulle complesse vicende di coloro che per scelta o per destino rimasero in Siberia, affrontando i drammi della storia russa del ‘900 assieme ai loro discendenti, alcuni dei quali vivono ancora oggi in quei luoghi e che in occasione della mostra hanno rilasciato la loro toccante memoria.

Un’ultima sezione è dedicata alla Siberia di oggi, selvaggia e reale, ritratta dagli scatti d’autore di Marco Pighin, giovane reporter che da diversi anni ha scelto di vivere in quelle regioni, e a quella riprodotta dalla matita onirica di Hugo Pratt, che fa vivere al suo Corto Maltese le ambientazioni storiche vicine agli anni in cui i lavoratori friulani operarono sulla più lunga ferrovia del mondo. La mostra intende evocare e ricostruire vicende storiche sul lavoro delle maestranze friulane lungo la tratta transiberiana fra ‘800 e ‘900 narrando di personaggi che, in scenari fedelmente restituiti, assumono un’aura quasi leggendaria in una storia intessuta di fatica immane e di straordinaria dignità.

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