L’amore da Manon a Elhaida Omaggio al genio di Galvani

18 Agosto 2015

Locandina_Manon_LescautPORDENONE. Proseguono in biblioteca civica per l’Estate in Città gli Incontri con la lirica dedicati al tardo romanticismo italiano, a cura di Roberto Cozzarin in collaborazione con la Fondazione Pia Baschiera-Arrigo Tallon. Giovedì 20 agosto alle 15 si parlerà di Manon Lescaut di Puccini. Ispirata al romanzo dell’abate Antoine François Prévost “Storia del cavaliere Des Grieux e di Manon Lescaut”, l’opera fu composta fra l’estate del 1889 e l’ottobre del 1892. Ad allungare i tempi della composizione fu soprattutto la difficile gestazione di un libretto che passò tra le mani di molti letterati – in particolare Marco Praga, Domenico Oliva e Luigi Illica – e che fu pubblicato da Ricordi senza i nomi degli autori. Tale girandola di librettisti dimostra, in ultima analisi, come l’unico vero “autore” di Manon Lescaut sia stato Puccini, che tra l’altro sconvolse il piano drammaturgico iniziale eliminando di sana pianta un atto: quello del nido d’amore degli innamorati, tra gli attuali atti primo e secondo. Puccini modificò la partitura a più riprese, per trent’anni, da immediatamente dopo il debutto dell’opera fino a poco prima di morire.

elhaida-daniSi chiama Forme d’amore il concerto che Elhaida Dani realizzerà alle 21 nel chiostro della biblioteca Civica (convento di San Francesco in caso di maltempo) per l’Estate in Città, accompagnata dalla sua band di fiducia composta da Alessandro De Crescenzo alla chitarra, Alberto Linari alle tastiere, Max Pasut al basso, Andrea Fontana alla batteria, con l’intervento di Didier Ortolan al sax. Il programma prevede una selezione di brani, italiani e stranieri, che parlano dell’amore in tutte le sue espressioni: dal Battisti di Insieme a te sto bene al Lennon di Imagine al Dalla di Tu non mi basti mai. Elhaida Dani nasce a Tirana, in Albania. Musicalmente cresce frequentando il conservatorio Prenke Jakova di Scutari, dove studia pianoforte. Nel 2009 vince l’edizione albanese del talent show Star Academy, risultato che la porta ad esibirsi – con la canzone “Mijëra vjet” – al Festival I Kenges, una delle più importanti manifestazioni musicali del paese. Nel 2012, vince sempre in Albania, il Top Fest 2012. In Italia si esibisce soprattutto come vocalist nelle discoteche, fino ad arrivare, nel 2013, alla prima edizione di The Voice: viene scelta da Riccardo Cocciante e arriva a vincere il talent, anche grazie all’inedito “When love calls your name”, scritto da Roxanne Simons (testo) e dallo stesso Cocciante (musica). All’Eurovision Song Contest 2015 di Vienna, in rappresentanza dell’Albania, si è presentata con il brano I’m alive, i cui video su youtube hanno milioni di visualizzazioni. Il suo repertorio comprende propri brani inediti e raffinate versioni di artisti italiani e internazionali, tutte riarrangiate e rese uniche dalla sua voce. Ingresso gratuito.

Papu foto Angelo SimonellaDopo aver parlato della famiglia Ricchieri e degli affreschi con le storie di Tristano e Isotta nei loro Sproloqui sull’arte e sulle opere del museo civico d’arte alle 21 I Papu focalizzeranno la loro attenzione sulla figura di Andrea Galvani, inventore, imprenditore e appassionato d’arte, le cui vicende si intrecciano con la storia di Pordenone, proprio nel periodo in cui cominciò la sua fioritura economica. Nato nel 1797, ereditò dallo zio Giuseppe l’omonima fabbrica di ceramiche, che gestì assieme alle filande e alle cartiere di famiglia. Studiò legge e matematica, si interessò di fisica e meccanica. Progettò nuove macchine che migliorarono i prodotti delle sue fabbriche e facilitavano il lavoro umano. Realizzò numerosi macchinari, ottenendo onori e riconoscimenti da parte delle autorità e delle più importanti Accademie di scienze tra cui: un mulino per ridurre in polvere il silicio, un bancale per la trattura della seta, uno strumento per spurgare i campi dai sassi, un motore alpino per sollevare i tronchi nel bosco del Cansiglio. Interessantissime furono le sue intuizioni in merito all’invenzione del telefono senza fili e valide le sue scoperte nel campo dell’agricoltura. Diverse invenzioni erano tese a risolvere i problemi dell’industria tessile e della produzione della carta, ma grazie al suo interesse per la botanica Andrea Galvani riuscì anche a trovare la cura per una malattia che colpiva i gelsi, piante fondamentali per l’alimentazione dei bachi da seta. Le Ceramiche Galvani continuarono ad evolversi e a crescere anche sotto la guida degli eredi, tanto che nel 1942 arrivarono alla Biennale di Venezia. Il declino cominciò nel secondo dopoguerra. Alla chiusura delle Ceramiche Galvani il Museo di Pordenone ha acquisito parte di quello che costituiva il patrimonio storico della produzione e dei campionari della fabbrica.

L’evento è gratuito. Sono ammesse solo 50 persone alla volta. Nel caso di affluenza maggiore, si farà una replica alle 22.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!