La Commedia dell’arte anche a Pordenone è Patrimonio dell’umanità Unesco

23 Febbraio 2015

PORDENONE. Il 25 febbraio Pordenone sarà una delle capitali internazionali della Giornata mondiale della Commedia dell’Arte, promossa dall’Unesco: nel pomeriggio, alle 17.30 nella sala Teresina Degan della Biblioteca civica sarà presentato il volume “Commedia dell’Arte – Voci, Volti, Voli”, mentre alla sera per la rassegna FrescoTeatro Social sul palco dell’auditorium Concordia alle 21 andrà in scena “La Pazzia di Isabella”, uno dei testi più comici e attraenti della storia della Commedia dell’Arte, portato al successo dalla celeberrima Compagnia dei Comici Gelosi nel decennio del 1580.

copertina libro 1“Questa giornata mondiale patrocinata dall’Unesco – spiega Ferruccio Merisi, direttore della Scuola Sperimentale dell’attore di Pordenone che tra le prime ha modernizzato con rigore la tradizione teatrale italiana delle Maschere – promuove la Commedia dell’Arte come patrimonio artistico dell’Umanità e, insieme, la sua potenzialità formativa per il teatro di tutto il mondo, grazie alle sue caratteristiche peculiari che la rendono adatta al dialogo con le forme teatrali specifiche di ogni cultura. Caratteristiche che L’Arlecchino Errante Festival e Masterclass, manifestazioni organizzate ogni anno dalla Scuola Sperimentale dell’attore a Pordenone, hanno indicato all’attenzione del pubblico non solo specializzato e per primi praticato con dovizia di esempi di successo”.

Insieme a Merisi in questo cammino pluriennale anche Claudia Contin Arlecchino, attrice docente e responsabile didattico della Scuola: i due saranno presenti nel pomeriggio del 25 febbraio alle 17.30 nella sala Teresina Degan della Biblioteca civica di Pordenone per presentare “Commedia dell’Arte – Voci, Volti, Voli”, libro delle edizioni Moretti&Vitali che raccoglie le interviste a 24 importanti attori e registi italiani della Commedia dell’Arte contemporanea. Tra gli intervistati figurano, oltre a Merisi e Contin Arlecchino, anche Elena Bucci e Marco Sgrosso, molto stimati ed amati interpreti del teatro di prosa contemporaneo, che alla sera saranno poi sul palco dell’auditorium Concordia alle 21 con l’opera “La Pazzia di Isabella”.

isabella03Si tratta del cavallo di battaglia dei grandi attori della Commedia dell’Arte e compagni di vita Isabella e Francesco Andreini, presentato per la prima volta con la loro compagnia dei Comici gelosi nel 1589 al matrimonio tra Ferdinando I de’ Medici e Cristina di Lorena, celebratosi a Firenze. Nello spettacolo presentato a Pordenone, l’opera è riproposta come punto di partenza per una rievocazione a tutto tondo della vita artistica, imprenditoriale e “politica” dei due artisti, grazie al lavoro della Compagnia Le Belle Bandiere in collaborazione con il Centro di Promozione Teatrale La Soffitta dell’Università degli Studi di Bologna. Testo, interpretazione e regia di Elena Bucci e Marco Sgrosso, consulenza alla drammaturgia di Gerardo Guccini.

Quello che forse più affascina degli Andreini è il senso estremamente intelligente del loro operare, la geniale strategia familiare attuata per edificare la persona dell’attore come qualcosa di diverso dal personaggio, allo scopo di ottenere quella stima e quel rispetto sociale dovuti ad una categoria di veri artisti.
 Il vero sforzo di Isabella non è tanto quello di conseguire un trionfo scenico al quale sembra destinata da un talento naturale, quanto quello di oscurare il falso e offensivo aspetto “meretricio” della professione di attrice attraverso la costruzione di una immagine pubblica “virtuosa ed onorata” – sposa e madre esemplare, dotta letterata e celebrata poetessa accademica, donna degna dell’amicizia e della stima dei nobili e dei potenti – e di superare così il limite dell’effimero teatrale per conquistare “gloria e fama imperiture”.

isabella04La rassegna Frescoteatro Social, curata dalla Scuola Sperimentale dell’Attore insieme a EtaBeta Teatro, propone così anche una anticipazione della Festa della Donna, una figura sociale che del resto, a livello popolare, proprio nella Commedia dell’Arte, e non solo grazie ad Isabella Andreini, trovò più di un vettore di emancipazione. Frescoteatro Social è sostenuto dalla Provincia di Pordenone e, per il programma Underground, dalla Regione. Il tutto con il patrocinio del Comune di Pordenone. La rassegna proseguirà fino a marzo spaziando tra i generi e i registri del teatro artigianale contemporaneo.

Prossimo appuntamento della rassegna il 13 marzo, alla sala del quartiere San Gregorio, per la sezione Underground, con la novità di Etabeta Teatro: “Tipicamente Bello”.

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