Il futuro del friulano “vivo” passa anche per la musica

23 Dicembre 2013

UDINE. A vincere la prima edizione del “Festival dai fruts furlans”, una sorta di “Zecchino d’oro” tutto in friulano, è stata una canzone con un testo impegnato e poetico – “Il troi de vite” di Mauro Vidoni – interpretata dalla formazione di voci bianche “Vocin Volo” della cooperativa sociale Ritmea di Udine diretta dalla maestra Lucia Follador. Il secondo posto è andato ai bambini di “Blave e Bambù”, costola effervescente e multiculturale della corale “Musica Mia” di Selvis di Remanzacco diretta da Lucia Bianchi, che ha interpretato il testo di Ilva Valusso “I proverbis dal mês” mettendo in mostra il vero spirito di questa manifestazione: trasmettere l’amore per la lingua friulana nei più giovani, facendo perno sul linguaggio universale della musica come strumento di integrazione. Una particolarmente bella “Ploie e soreli” scritta da Giulia Daici, una delle più affascinanti cantautrici della musica friulana, ha conquistato il terzo posto interpretata dal coro “In Arte… Buri”, sotto la direzione del maestro Andrea Severino.

Grande la risposta di pubblico per questa prima edizione del festival, ideato e condotto da Dario Zampa con il sostegno della Provincia di Udine e in collaborazione con la ARLeF, Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, Fondazione Crup e Unicredit. Al Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” si sono esibiti con l’accompagnamento musicale dell’orchestra diretta da Marco Ballaben più di 360 coristi dai quattro ai sedici anni in una gara canora che ha messo a confronto 12 canzoni inedite. “L’iniziativa – ha spiegato il presidente della Provincia, Pietro Fontanini – è nata con la finalità di coinvolgere i bambini e i ragazzi a praticare la lingua furlana, alimentando l’identità linguistica che caratterizza il nostro territorio. Nell’immaginario comune il friulano è una lingua parlata soprattutto da chi ha i capelli bianchi: questa sera la abbiamo ascoltata con piacere nelle voci delle nuove generazioni. Su questo dobbiamo lavorare ancora perché la lingua abbia futuro”, ha detto Fontanini, che ha anche ringraziato la ARLeF per il sostegno al festival.

La serata ha avuto per ospite una grande Giulia Daici, che ha interpretato “Lidrîs di armonie”, una delle canzoni del suo ultimo album “Tal cîl des acuilis” che si è classificata al secondo posto per le “Targhe Tenco 2013” nella categoria migliore album in lingua di minoranza. In attesa dei risultati della giuria presieduta da Enzo Driussi (e composta, tra gli altri, da Rosalba Perini per conto della ARLeF) Sdrindule, Romeo il cjargnel e il piccolo Nathan – talento comico rivelazione dal festival – si sono esibiti in un intermezzo brillante insieme con il cantante Miani. Da segnalare infine che hanno vinto “ex aequo” la targa per il migliore testo “Cui voi dai fruts” di Ermes Di Lenardo (in arte, Sdrindule) e “Polente e frico” di Aldo Rossi.

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