Il buio d’una famiglia

14 Maggio 2013

Rodolfo Bisatti

GEMONA. Mercoledì 15 maggio, alle 21, La Cineteca del Friuli presenta al Cinema Sociale di Gemona Voci nel buio (2012), che il regista padovano Rodolfo Bisatti – in sala per introdurre il suo film al pubblico – ha girato e ambientato a Trieste, dove si è anche trasferito. Il film sarà preceduto dalla proiezione di un breve servizio televisivo, Un tesoro nascosto di Fulvio Toffoli (andato in onda su RAI 3, nei programmi a diffusione regionale, il 5 maggio scorso) sui lacunari di Pomponio Amalteo della chiesa di San Giovanni, conservati nel Museo Civico di Gemona.

Voci nel buio racconta la crisi di una famiglia, il cui benessere ed equilibrio sono stati sconvolti dalla malattia che ha causato la cecità del figlio quando aveva quattro anni. Il padre, Angelo, ex psichiatra e docente universitario, ormai sopravvive portando i giornali nelle edicole di notte; Cora, la madre, ha dovuto prendere sulle proprie spalle il peso della famiglia e vive unicamente per il figlio. Quest’ultimo, l’adolescente Giovanni, è interpretato dal bravissimo tredicenne triestino non vedente Giuseppe Cocevari. L’immobilità e l’isolamento della famiglia vengono scossi dall’arrivo di Dusan, un serbo che aveva disertato i combattimenti del ’99 in Kosovo, e che ora accusa Angelo, un tempo impegnato ad aiutare i profughi in fuga dai Balcani in guerra, di aver fatto sparire sua moglie e sua figlia. È l’inizio di una crisi ancora più profonda ma anche l’occasione, per il padre, per rimeditare la vita e imparare a comunicare con il figlio cieco.

Il film è stato girato in buona parte nel complesso residenziale popolare Ater “Il quadrilatero” del quartiere Rozzol Melara, sorta di città nella città, all’interno della quale vive la famiglia protagonista. Allievo di Ermanno Olmi, Rodolfo Bisatti ha voluto andare a vivere a Trieste, città della bora e città di confine, per conoscerla meglio, per penetrarne la complessità e le contraddizioni. Grazie a questa conoscenza approfondita, i luoghi delle riprese non fanno semplicemente da sfondo ma interagiscono con i personaggi, diventando parte integrante della vicenda. Una storia di guerre: una rievocata – quella nell’ex Jugoslavia – e una “interna”, quotidiana, nel monolito di cemento armato di Rozzol Melara.

Prodotto con il sostegno del Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia e dello Slovenian Film Fund e distribuito dalla rinata casa indipendente Pablo di Gianluca Arcopinto, Voci nel buio è un film coraggioso, che esce dalle regole commerciali sfuggendo a generi e categorie. Un film fedele all’idea di Bisatti di un cinema “legato all’idea del cambiamento e all’uso di linguaggi diversi da quelli standardizzati a cui tutti, e non solo una aristocratica minoranza, possono accedere e in cui il vero autore è colui che sa ascoltare il mondo. Il che vuol dire realizzare un cinema partecipativo a contatto con la realtà e non sul territorio o nonostante il territorio, ma con il territorio”.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!