Hedda, pianeta donna

16 Febbraio 2013

UDINE. Sabato 16 (20.45), e domenica 17 febbraio alle 16 andrà in scena al Teatro Nuovo Giovanni da Udine un capolavoro dello scrittore e drammaturgo norvegese Henrik Ibsen: Hedda Gabler. Opera scritta nel 1890 e andata in scena l’anno successivo al Residenztheater di Monaco, pone al proprio centro una figura che si discosta profondamente dall’ideale femminile contemporaneo ad Ibsen. Gelida e altera, consapevole del proprio fascino eppure fragile nella sua intima frustrazione, nella sua incapacità di vivere serenamente la propria femminilità, ossessionata dal successo e rapita da un vortice di egoismo, rivalità, deleteria intransigenza: Hedda Gabler è una delle più problematiche, febbrili e seduttive figure femminili ibseniane.

È a questo personaggio e alle suggestioni dell’opera di Henrik Ibsen che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – assieme alla compagnia ENFI Teatro – si volge, intraprendendo un significativo itinerario nella grande drammaturgia classica europea. Il regista Antonio Calenda affronta Hedda Gabler dirigendo nel ruolo del titolo Manuela Mandracchia, interprete fra le più ammirate del teatro italiano, affiancata da Luciano Roman impegnato nel ruolo del giudice Brack, conservando mirabilmente la vibrante complessità dei personaggi, ogni loro chiaroscuro, assicurando in questo modo all’opera una efficace e dirompente forza. In essa i personaggi, soprattutto femminili, esprimono sempre uno o più nodi tematici che stanno a cuore all’autore, senza però apparire mai esemplificativi: conservano invece tutta la loro vibrante complessità, vivono intensamente ogni contraddizione e ciò assicura ai loro profili ed ai loro conflitti una struggente forza emozionale.

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