Giornate del Cinema Muto con un futuro molto incerto

16 Dicembre 2014

PORDENONE. La 33a edizione delle Giornate del Cinema Muto si è chiusa lo scorso ottobre con un ottimo bilancio per affluenza e interesse, con un evento finale – Luci della città accompagnato dall’orchestra – che ha registrato un doppio sold out, nella serata conclusiva e nella replica pomeridiana della domenica. Ciò nonostante, nel consiglio direttivo riunitosi a Pordenone alla presenza del direttore artistico David Robinson, sono emerse alcune amare considerazioni su un futuro gravido di incertezze, soprattutto finanziarie.

GCM14_pubblicoA dare forma e sostanza alle peggiori previsioni è arrivata in questi giorni la comunicazione del presidente della Camera di Commercio di Pordenone Giovanni Pavan. A causa dei problemi di bilancio dell’ente camerale, si profila l’azzeramento dei contributi alle associazioni. Per le Giornate ciò significherebbe, in un budget già pesantemente segnato dai tagli subiti negli ultimi anni, una ulteriore riduzione di 50 mila euro. Anche altri contributi potranno subire una riduzione, in particolare quello della Fondazione CRUP. È di un mese fa la lettera nella quale il presidente Lionello D’Agostini preannunciava una decisa riduzione delle somme destinate al sostegno delle attività sociali e culturali del territorio qualora fosse rimasta invariata la norma del disegno di Legge di Stabilità 2015 che prevede un ingente aumento della tassazione a carico delle fondazioni bancarie.

Come spiega il presidente delle Giornate Livio Jacob, “a partire dal 2008-2009 i tagli sono stati costanti e hanno riguardato quasi tutte le istituzioni e gli sponsor che sostengono il festival. Il risultato è che oggi dobbiamo organizzare un evento internazionale, cercando di non intaccare la qualità che lo ha reso la vetrina più ambita dalle cineteche di tutto il mondo, con parecchie decine di migliaia di euro in meno rispetto ad alcuni anni fa. Prendendo atto della difficile situazione, abbiamo tagliato su tutto quello che si poteva, dal personale all’allestimento, dalla FilmFair agli eventi musicali, facendo sacrifici e chiedendoli ai nostri collaboratori, ma ormai siamo pericolosamente vicini al limite oltre il quale non saremo più in grado di mettere in piedi il festival”.

Per questo le Giornate chiederanno ai partner istituzionali, incluse le stesse CCIAA e Fondazione CRUP, di riunirsi ad un tavolo per trovare delle soluzioni. “Perché – conclude Jacob – se non lottiamo tutti insieme per mantenere le eccellenze che abbiamo saputo creare nel territorio, a perderci, in termini di proposte culturali ma anche di ritorno economico, saranno soprattutto Pordenone e il Friuli Venezia Giulia”.

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