Fermenti culturali d’Albania

26 marzo 2015

PORDENONE. Promuovere la cultura, il confronto e la reciproca conoscenza: è nel segno dell’accoglienza che la Storica Società Operaia di Pordenone inaugura anche quest’anno un ciclo di appuntamenti dedicati al confronto tra diverse culture e sull’integrazione delle minoranze del terzo Millennio a Pordenone. Saranno occasioni di approfondimento, capaci di dare un valore aggiunto anche al territorio in cui viviamo.

Redi Halimi

Redi Halimi

Il primo di questi incontri, coordinati e curati da Eddi De Nadai (consigliere della Storica Società Operaia, oltre che musicista e direttore d’orchestra), sarà sabato 28 marzo alle 17,30 a palazzo Gregoris dedicato all’Albania. Sarà un pomeriggio strutturato in più momenti: una conferenza di carattere storico-culturale con Redi Halimi, l’inaugurazione della mostra della pittrice Lumturije Fortuzi, albanese che risiede a Porcia, infine il concerto di un giovanissimo pianista Aredion Lici.

Saranno tre punti di osservazione attraverso cui avvicinarsi a questa cultura. Gli oltre 12 mila residenti albanesi in Friuli Venezia Giulia, costituiscono il 12% sul totale delle 107 mila persone di origine straniera che vivono in regione. Una comunità composita, spesso identificata con una serie di pregiudizi dovuti ai trascorsi migratori della popolazione albanese dopo il 1989. Si tratta di una comunità che proviene da un Paese ricco di tradizioni, di storia, di cultura declinatasi nelle arti. In Albania negli ultimi anni è “esplosa” una valorizzazione di molteplici aspetti storico culturali, che per molti anni erano rimasti “sedati” reduci di un regime dittatoriale tra i più duri. Basti pensare al grande fermento musicale che anima Tirana e le maggiori città albanesi.

Redi Halimi interverrà con una conferenza dal titolo “La transizione infinita. L’Albania dalla fine del comunismo ad oggi”. Halimi è un giovane studioso di nazionalità italo-albanese, nato nel 1982; nel 2013 ha conseguito un dottorato all’università Ca’ Foscari di Venezia, sul dibattito intellettuale in Albania tra le due guerre mondiali. Attualmente Halimi è ricercatore associato al Cetobac (Centre d’études turques, ottomanes, balkaniques et centrasiatiques) di Parigi, oltre che membro dell’Associazione italiana di studi del Sudest Europeo (Aissee) ed è autore di saggi scientifici di ordine politico e storico che riguardano il suo Paese.

Un'opera della Fortuzi

Un’opera della Fortuzi

Alla conferenza di Redi Halimi seguirà l’inaugurazione della mostra di opere pittoriche di Lumturije Fortuzi, nata a Tirana nel 1947 e arrivata in Italia nel 1996. Il suo percorso artistico, iniziato con la matita e approdato all’acrilico, è un’esplorazione del colore “attraverso cui sono rinata” racconta l’artista che nelle opere dà prova di una contaminazione tra le radici albanesi e i vent’anni trascorsi in Italia.

Chiuderà il pomeriggio il concerto del giovanissimo Aredion Lici, pianista originario dell’Albania da poco diplomatosi al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia dove ha ottenuto anche la menzione speciale. L’esibizione musicale prevede un programma di 45 minuti circa, durante i quali Aredion Lici proporrà i “Quadri da un’esposizione” di Modest Petrovič Musorgskij (la suite venne composta ispirandosi a un’immaginaria passeggiata tra i quadri di Viktor Hartmann), a cui seguiranno due brani di compositori albanesi contemporanei: la “Canzone” scritta da Tonin Harapi (autore vivente definito “il poeta del pianoforte”) e la “Toccata” di Feim Ibrahimi (compositore scomparso nel 1997 a Torino).

Il pomeriggio sarà a ingresso gratuito, mentre la mostra rimarrà aperta fino al 3 aprile, visitabile tutti i pomeriggi dalle 16 alle 19.

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