Expo – Nitrire al pianeta: non è un gioco di parole, ma il messaggio di Marco Cavallo

20 Agosto 2015

TRIESTE. Si avvia il 22 agosto l’annunciato programma di eventi collaterali del progetto “Nitrire al Pianeta” che ha portato a Expo lo scorso luglio Marco Cavallo, il grande cavallo azzurro alto quasi 4 metri che nel 1973 a Trieste ruppe i muri del manicomio dando il via all’inarrestabile processo di cambiamento e alla Legge 180 e diventato storia della libertà riconquistata dagli internati e della possibilità che le persone hanno di realizzare i propri desideri. Lottare per l’abolizione di tutte le istituzioni totalizzanti che ancora esistono nel mondo, per costruire sistemi di welfare capaci di accogliere tutti; “nitrire” al Pianeta per dire a tutti che “nutrire” il Pianeta non sia aumentare l’esclusione. È per portare questi messaggi che Marco Cavallo è arrivato a Expo.

83 copiaL’appuntamento inaugurale del 22 agosto, vedrà arrivare a Expo Grégoire Ahongbonon che racconterà la sua preziosa e significativa testimonianza alle 19.30 all’interno degli spazi del Padiglione 8 – KIP International School. Soprannominato il “Basaglia nero”, Gregoire racconterà la sua storia: quella di un uomo che, mosso da profonda fede e indignazione, ha deciso di dedicare la sua vita alle persone con disturbo mentale, liberandole dalla schiavitù e ridando loro la dignità dell’essere umano. Insieme a lui Don Paolo Zuttion, dell’Associazione di Solidarietà internazionale Jobel con sede a San Vito al Torre, impegnata in Africa al fianco di Gregoire e Marco Bertoli, Responsabile Unità Operativa Complessa Centro Salute Mentale – Dipartimento Salute Mentale AAS 2 Bassa Friulana Isontina – Gorizia.

“L’opera di Gregoire Ahongbonon – dice Padre Paolo Zuttion, direttore della Caritas di Gorizia e presidente dell’associazione Jobel onlus – si rivolge a les obliés des obliés e questi, in Africa, sono i malati mentali. Per Grégoire nessun sostegno proviene dagli Stati, la sua azione avviene grazie alla ‘Provvidenza’. La partecipazione ad Expo all’interno di Nitrire al Pianeta è un’occasione per noi di far sapere a tante persone cosa accade in quelle terre e cominciare a scardinare il silenzio delle istituzioni europee e mondiali di fronte a questi uomini privati della loro dignità di esseri umani fino alla morte”.

“Nel 1998 conoscemmo a Trieste Grégoire e il suo impegno nell’ambito di un memorabile convegno ‘La comunità possibile’ – ha dichiarato Peppe Dell’Acqua, collaboratore di Basaglia e referente Copersamm per Nitrire al Pianeta -. Le immagini che ci portò dalla Costa D’Avorio e il suo entusiasmo furono tali che lo candidammo al premio Marco Cavallo. Lo ricordo sorridente ed emozionato che stringeva orgoglioso un Marco Cavallo in legno che per lui aveva scolpito Vittorio Basaglia. Gregoire dichiarò allora che la fede e il lavoro di Franco Basaglia lo convincevano dell’urgenza di quegli interventi e che un altro mondo è possibile”.

0031La vita di Grégoire Ahongbonon, originario di un piccolo villaggio del Benin, è segnata da un momento di svolta. Sull’orlo del suicidio dopo insuccessi economici e personali trova consolazione nella fede. Toccato profondamente dalla frase “ogni cristiano deve posare una pietra per costruire la Chiesa” guarda con occhi nuovi un uomo che vaga nudo per la città, lo avvicina, gli parla e capisce che è un malato mentale. Da quell’incontro Grégoire decide di occuparsi delle persone affette da malattia mentale, degli emarginati dalla società e inizia a liberarli dalle catene, a raccogliere dalle strade le persone con problemi psichici, gli epilettici e tutti coloro che nessun altro “voleva”.

Ancora oggi, in Africa, i malati di mente infatti sono considerati posseduti dagli spiriti maligni: nei piccoli villaggi sono incatenati agli alberi o inceppati con uno o più arti, nelle città abbandonati nudi, perché questa è la “divisa del matto”. In entrambi i casi vivono questa condizione fino alla morte perchè nessuno può toccare o avvicinare un “matto”. Il lavoro di Gregoire inizia a Bouaké, in Costa d’Avorio, dove avvia un gruppo di preghiera che si trasformerà in un gruppo di carità per i malati bisognosi di cure, l’associazione S.Camillo di Bouaké. Oggi Gregoire e l’associazione Jobel, con i suoi volontari, sono attivi con diverse iniziative in Costa D’Avorio, Benin, Burkina Faso e Togo.

“Nitrire al Pianeta” è un progetto organizzato da un gruppo di lavoro formato da KIP International School – un’organizzazione internazionale creata, con l’appoggio della Presidenza dell’Assemblea dell’Onu – da Copersamm – Conferenza permanente per la Salute Mentale nel Mondo Franco Basaglia e dal DSM di Trieste, grazie al sostegno dell’Assessorato alla Cultura della Regione e da Domitalia, player mondiale del mondo dell’arredo.

Condividi questo articolo!