Danielsson presenta Liberetto

5 Novembre 2014

SACILE. Dopo l’anteprima affidata all’irresistibile voce di Gregory Porter, che ha stregato la platea del Teatro Verdi di Pordenone, il Volo del Jazz dà ufficialmente il via alla sua decima edizione dallo Zancanaro di Sacile. Per festeggiare i suoi primi dieci anni di vita la rassegna organizzata dal Circolo Controtempo si rifà il look, affidandosi per l’immagine del decennale alla sapiente mano di Shout, aka Alessandro Gottardo, illustratore di origine pordenonese, classe 1977, che vive e lavora a Milano, sfornando immagini che appaiono sulle testate più prestigiose del mondo, dal New Yorker all’Economist, dal Guardian all’Herald Tribune. Per raccontare i dieci anni della rassegna Shout ha immaginato uno stormo di rondini che evadono dalla gabbia della quotidianità, rappresentata da un carrello della spesa, per spiccare il volo sulle ali della musica.

Ma tutta questa decima edizione della rassegna sarà contrassegnata dal legame tra musica e illustrazioni: con l’iniziativa Cover Jazz ogni appuntamento musicale de Il Volo del Jazz sarà raccontato con una copertina, che verrà proiettata allo Zancanaro nel corso della relativa serata concerto. Per la decima edizione della rassegna il Circolo Controtempo ha coinvolto, oltre a Shout, altri quattro giovani illustratori: Tommaso Bet, con la sua pittura espressiva, Elisa Vendramin, con il suo design accattivante, Marta Lorenzon, con acquerelli decisi, e Marco Tonus, con il suo tratto cartoonesco. Saranno quattro sguardi diversi sul jazz e diversi modi di interpretare questi primi dieci anni in volo sulle ali del jazz.

LarsDanielsson_20110820ASi partirà quindi da Tommaso Bet, che con la sua Cover racconterà il primo concerto della rassegna, affidato allo svedese Lars Danielsson con il suo quartetto. Sul palco dello Zancanaro, la sera di sabato 8 novembre alle 21, andrà in scena l’apprezzatissimo ultimo progetto di Danielsson e soci, “Liberetto”. Danielsson, che è contrabbassista, violoncellista, compositore e arrangiatore, è riconosciuto e ammirato nel mondo internazionale del jazz per le sue liriche e il suo groove incisivo. Nato nel 1958, è un musicista di vasti interessi: al conservatorio di Gothenburg studia inizialmente violoncello classico, per poi rivolgere la sua attenzione al basso e al jazz. Il musicista svedese ha un modo di suonare caratteristico e particolarmente rotondo come bassista, tanto lirico quanto potente, che lascia senza fiato durante ogni performance. In Liberetto rimane fedele al suo linguaggio musicale e al suo stile, con melodie spesso malinconiche e unicamente frammentate, la ricerca di nuovi spazi musicali e un senso inerente di lirismo. Ma con Liberetto II si spinge un passo oltre: l’album  è più intenso e interattivo del precedente, tende leggermente verso il jazz da camera, cosa che ha molto a che vedere con i musicisti con i quali ha registrato l’album.

Il desiderio di lunga data di Danielsson di lavorare con l’ex batterista dell’Esbjorn Svensson Trio, Magnus Öström, è diventato realtà e Öström ha allargato lo spettro musicale, apportando nuove e interessanti idee al progetto. Sul palco con loro allo Zancanaro anche il pianista Yaron Herman e il chitarrista Mikkel Nordsø Christensen. Con questa formazione Danielsson dipinge delle immagini bellissime ed emozionanti con una tavolozza completamente nuova. Proprio ciò che aveva in mente quando ha inventato il titolo del nuovo progetto. “Il neologismo Liberetto descrive lo stato d’animo con il quale voglio creare la mia musica – dice Danielsson -. Questa parola è legata ai miei precedenti album, sia da un punto di vista linguistico sia attraverso la sua inferenza con la terminologia della musica classica. E questo mette in risalto la libertà che voglio costantemente esprimere con la mia musica e lo rende un libro aperto”.

Dopo l’intimismo quasi cameristico di Danielsson il Volo del Jazz cambierà nuovamente registro, per lasciare spazio la settimana successiva, sabato 15 novembre alle 21, alla cantante e chitarrista canadese Térez Montcalm, nota al pubblico internazionale come la “Janis Joplin del jazz”.

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