Da caserma a museo

13 Agosto 2013

PALMANOVA. Con un evento all’insegna della memoria, il Comune di Palmanova vuole segnare l’avvio ufficiale dell’iter verso la conversione della Caserma Piave a Museo Regionale della Resistenza. Il 22 agosto è attesa a Palmanova la Presidente della giunta regionale Debora Serracchiani per sancire l’impegno affinchè la Caserma Piave diventi il Museo Regionale della Resistenza con la condivisione di questo obiettivo da parte della Regione, della Provincia, dei Comuni, dell’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione e dell’Anpi. Il Comune è intenzionato a mettere in atto ogni azione necessaria alla prosecuzione di questo ambizioso progetto, allo scopo di preservare un luogo simbolo degli efferati avvenimenti della seconda Guerra Mondiale e di tramandare la memoria storica e la coscienza delle origini della democrazia, consquistata attraverso percorsi storici tragici che hanno segnato profondamente il nostro territorio.

Per questo la serata inizierà con la vista alle celle di carcerazione e tortura e proseguirà con la presentazione del libro “Repressione antipartigiana in Friuli. La Caserma Piave di Palmanova e i processi del dopoguerra” con un dialogo tra l’autrice Irene Bolzon e il giornalista di Radio Onde Furlane Carlo Puppo. La serata proseguirà con un dibattito tra gli ospiti presenti: la presidente della Regione Debora Serracchiani, il sindaco di Palmanova Francesco Martines, il responsabile dell’Anpi della Bassa friulana, Dino Spanghero, il rappresentante del Comitato direttivo dell’Istituto friulano per la Storia del Movimento di Liberazione, Flavio Fabbroni e il vice-presidente della Coop Consumatori Nordest, Roberto Sgavetta. Il tutto scandito dagli interventi canori del Coro femminile Multifariam di Ruda.

Dal settembre 1944 ai primi giorni dell’aprile 1945 la Caserma Piave fu sede di uno dei più importanti centri di repressione antipartigiana, istituito con lo scopo di debellare l’attività della Resistenza della Bassa friulana. In otto mesi di attività nella Caserma Piave furono torturate ed uccise 465 persone, uomini e donne di cui si conosce l’identità; ma numerosi furono i resti di corpi umani ritrovati dalle forze alleate inglesi nei pozzi neri della caserma e interrati all’esterno della città. Delle vittime 231 sono attribuite alla banda Borsatti e 234 alla banda Ruggiero, le due figure di spicco nella cruenta operatività della caserma: oltre a questi numeri si stimano altre 700 persone imprigionate e torturate per un totale di oltre un migliaio. Nella stessa Piave trovò la morte dopo atroci torture Silvio Marcuzzi, nome di battaglia “Montes”, fondatore e guida dall’autunno del 1943 dell’”Intendenza Montes”, una complessa e fondamentale organizzazione della Bassa Friulana impegnata nelle azioni volte a garantire i necessari rifornimenti ai partigiani combattenti in montagna.

“Chiederemo che il progetto per la realizzazione del Museo Regionale della Resistenza – spiega il sindaco della città stellata Francesco Martines – trovi supporto già nella prossima finanziaria regionale. La Caserma Piave potrebbe ospitare uno spazio espositivo e di archivio documentale e un’aula didattica multimediale. Al suo interno sono state ristrutturate e sono visitabili 4 delle 10 celle destinante alla prigionia degli arrestati, sulle cui pareti sono visibili le scritte incise dagli imprigionati, vivida testimonianza di quanto accadde in quei momenti. Gli interventi sono stati resi possibili grazie alle opere edili e di sistemazione interna di edilizia condotte dalle precedenti amministrazioni comunali per un valore di circa 210.000 euro investiti nel 2006 e tra il 2010 e 2011. Il Comune di Palmanova, per evitare che gli spazi già ristrutturati si degradino, intende sostenere il progetto per la riqualificazione del sito della Caserma Piave, mettendo a disposizione ulteriori risorse proprie e richiedendo anche sostegni finanziari alla Regione Friuli Venezia Giulia e alla Provincia di Udine e ad altri eventuali soggetti interessati”.

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