Consegnati i premi Nonino

28 Gennaio 2014

PERCOTO. Nel corso di una cerimonia nella sede delle distillerie Nonino a Ronchi di Percoto sono stati consegnati i riconoscimenti della 39ma edizione del premio omonimo. PREMIO NONINO RISIT D’ÂUR a SUAD AMIRY (Feltrinelli Editore), PREMIO INTERNAZIONALE NONINO ad ANTÓNIO LOBO ANTUNES (Feltrinelli Editore), PREMIO NONINO a GIUSEPPE DELL’ACQUA (Feltrinelli Editore), PREMIO NONINO A UN MAESTRO DEL NOSTRO TEMPO (Bollati Boinghieri Editore) a MICHEL SERRES.

Le motivazioni della Giuria

SUAD AMIRY. Poliedrica donna di cultura palestinese che si batte da sempre per la pace. Alla ricerca delle proprie radici, ha fondato il Riwaq Center for Architectural Conservation a Ramallah – che dirige da anni – nato per salvaguardare e catalogare lo straordinario patrimonio artistico palestinese e con esso le tradizioni e la memoria del suo popolo, basi indispensabili per la costruzione di un futuro possibile. Da scrittrice ha usato il fioretto con Sharon e mia suocera, sottile e ironico testo, e la sciabola in Murad Murad, devastante racconto dove denuncia i diritti negati e le dignità calpestate di esseri umani che vivono nella speranza di un futuro di libertà.

ANTÓNIO LOBO ANTUNES. La prosa del narratore lusitano è il canto struggente di un ribelle senza pace che polifonicamente distrugge la sintassi. Uno scrivere dove violenza e malinconia sono immerse in una solitudine metafisica e si intrecciano. Una marea incessante di morte e follia annegate in un crudo realismo, acide passioni inconfessate di un naufragio simbolo del nostro simulacro di felicità.

GIUSEPPE DELL’ACQUA. Psichiatra e scrittore ha combattuto sin dai primi tempi accanto a Franco Basaglia la lunga e perigliosa battaglia che ha portato, prima alla trasformazione e quindi alla chiusura degli ospedali psichiatrici, riforma fondamentale per la difesa di elementari diritti umani di persone per molto tempo ignorate o respinte nella loro sofferenza. Autore di numerosi testi sul disagio mentale che spaziano da rigorosi saggi scientifici a veri e propri racconti insieme documento clinico e romanzo di vite difficili.

MICHEL SERRES. Umanista nel senso più profondo del termine. Il suo pensare, sovente poetico spazia in ogni campo del sapere, oggi la sua attenzione filosofica è dedicata con amore e rispetto alle illusioni e speranze delle nuove generazioni. Mirabile per i dettami del premio il suo testo del Millenovecentonovanta Il contratto Naturale, un atto d’amore sapienziale che ci invita a rispettare sia la forza che la fragilità di un pianeta che stiamo ferendo.

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