Con Maciste alpino anche le Giornate del Cinema Muto ricordano la Grande guerra

14 Agosto 2015

Maciste_AlpinoPORDENONE. Anche le Giornate del Cinema Muto che si svolgeranno al Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone dal 3 al 10 ottobre prossimi (con replica dell’evento orchestrale finale domenica 11 ottobre) si inseriscono nel quadro delle celebrazioni del centenario della Grande Guerra con la proposta nella giornata di apertura di Maciste alpino (1916) di Luigi Maggi, Romano Luigi Borgnetto e la supervisione di Giovanni Pastrone, recentemente restaurato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino con la Biennale di Venezia. Interpretato da Bartolomeo Pagano, che aveva già lanciato due anni prima in Cabiria il personaggio di Maciste, il film riafferma una figura molto popolare che avrà grande fortuna nel cinema italiano e internazionale nei decenni successivi, quella degli uomini forti (le Giornate dedicano una piccola retrospettiva a due tra i più celebri forzuti dopo Pagano, Luciano Albertini e Carlo Aldini), veri e propri antenati degli odierni supereroi. Maciste alpino non è solo una commedia avventurosa ma, ad una più attenta lettura, un vero e proprio film di propaganda bellica realizzato con l’intenzione di sostenere l’ingresso in guerra dell’Italia contro gli ex alleati austriaci e tedeschi.

FantasmaL’evento di chiusura delle Giornate, sabato 10 ottobre e in replica il pomeriggio di domenica 11 ottobre, è Il fantasma dell’Opera (1925) firmato da Rupert Julian. È un’opera ancora oggi affascinante e potente che dà vita ad un mondo oscuro e misterioso. Le atmosfere gotiche, il mix di orrore e romanticismo costituiscono un imprescindibile riferimento per tutti i grandi horror dei decenni successivi. Non è il primo adattamento cinematografico del romanzo di Gaston Leroux (una versione andata perduta era stata realizzata in Germania da Ernst Matray nel 1916) ma quello che – grazie soprattutto all’impianto scenografico della Universal (cui contribuì Ben Carré) e al Fantasma creato da Lon Chaney – ha fissato per sempre il mito nell’immaginario collettivo. La copia restaurata da Photoplay, comprensiva delle scene originali a colori, è accompagnata dalla musica di Carl Davis eseguita dall’Orchestra San Marco di Pordenone diretta dal Maestro Mark Fitz-Gerald.

Miserables_loc_150Restiamo sempre a Parigi con quello che possiamo definire senz’altro l’evento delle Giornate 2015, la proiezione, mercoledì 7 ottobre, del capolavoro di Henri Fescourt, I miserabili (1925), universalmente riconosciuto come il migliore e il più fedele dei numerosi adattamenti dell’opera di Victor Hugo, ora impeccabilmente restaurato da CNC, Cinémathèque de Toulouse, Pathé e Fondation Jérome Seydoux Pathé. All’epoca la distribuzione, prima in Francia e poi nel resto del mondo, considerata la lunghezza del film, scelse di dividerlo in due o più parti. A Pordenone si potrà vivere l’esperienza di sei ore e mezza di proiezione con l’accompagnamento musicale al pianoforte dal vivo di Neil Brand, artista fedelissimo alle Giornate e apprezzato a livello internazionale.

Basterebbero questi primi titoli per ritrovare intatto il fascino del cinema muto nell’era del digitale e del 3D. E questa è stata fin dalle origini la sfida che ha portato le Giornate del Cinema Muto ad essere, secondo l’autorevole rivista Variety, uno dei 50 festival imperdibili al mondo, che ogni anno riportano sul grande schermo personalità e capolavori del passato, film ritrovati che si credevano perduti e nuovi restauri provenienti dagli archivi internazionali. Gli accompagnamenti musicali live – dal piano solo alla grande orchestra – danno vita a uno spettacolo che unisce in una magica combinazione le immagini di un secolo fa con la performance dal vivo.

Ma il programma di questa 34a edizione messo a punto dal direttore David Robinson, storico del cinema e biografo ufficiale di Chaplin, offre un’infinità di suggestioni: dai film muti di Victor Fleming, il regista di Via col vento, alle commedie sovietiche tra gli anni Venti e Trenta, dai classici rivisitati ai contributi cinematografici del grande trasformista italiano Leopoldo Fregoli, a ritrovamenti importanti come le sequenze inedite di Stan Laurel e Oliver Hardy e uno dei primi Sherlock Holmes con la star del teatro americano William Gillette (a lui si devono il famoso “deerstalker”, il cappello da cacciatore, e la tipica pipa ricurva, diventati emblemi del personaggio) nei panni di Holmes. Non manca un omaggio al monumento del cinema portoghese Manoel De Oliveira, recentemente scomparso all’età di 106 anni, con Douro, il film sulla sua Porto che nel 1930 ne segnò il debutto.

Infine, a rappresentare i muti del XXI secolo, un film di animazione indipendente iraniano che prende spunto da una breve poesia di Tim Burton, Junk Girl (La bambina spazzatura) di Mohammad Zare.

Le Giornate del Cinema Muto 2015 sono sostenute dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, dal Comune e dalla Provincia di Pordenone, dalla Camera di Commercio di Pordenone, dalla Fondazione CRUP e dalla Banca FriulAdria-Crédit Agricole.

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